Artigiani tessitura

Tessitura

La tessitura vanta, in Umbria, un’antica tradizione che narra il pregio e la raffinatezza di un’arte squisitamente popolare. È tra il Trecento e il Quattrocento che l’Umbria si afferma per la produzione delle famose “tovaglie perugine”. Tale lavorazione, diffusa già dal Duecento, consiste in un’armatura di base ad occhio di pernice in lino bianco e nella decorazione in cotone turchino, ottenuto con il guado o con l’indaco. Caratteristici i motivi floreali, vegetali e animali, stilizzati o fantastici. La produzione decade nel Cinquecento, mentre permane come attività domestica e monastica. Tra Ottocento e Novecento si assiste alla ripresa imprenditoriale, che avviene in prevalenza, con la tecnica del telaio jacquard a battuta manuale. Il laboratorio “Tela Umbra” di Città di Castello sorge nel 1908 come istituzione a carattere benefico per opera della baronessa Alice Franchetti Hallgarten. Per realizzare il progetto acquistò il Palazzo Alberti Tomassini, lo dotò di telai e qui raccolse numerose lavoranti che si perfezionarono sotto la guida di esperte insegnanti. I bambini delle lavoranti venivano sistemati nella scuola materna e nelle scuole elementari parificate, istituite presso la propria fattoria. È stato l’inizio di un lavoro artigianale organizzato, e di una diffusione della produzione non solo nella zona, ma nelle principali città italiane. Dal 1985 il laboratorio è una cooperativa tra le lavoranti, il comune di Città di Castello e Sviluppumbria. La produzione viene realizzata esclusivamente con telai manuali a pedali. I motivi decorativi sono tratti dall’iconografia pittorica umbra ma anche dal campionario di produzione tessile della baronessa Alice. Caratteristica la produzione del “bisso spolinato” con motivi floreali che riproducono perfettamente quelle antiche.

A Perugia, presso la chiesa di San Francesco, ha sede un laboratorio fondato nel 1921 dove si possono ancora oggi ammirare le donne che lavorano ad antichi telai.